Istituto Istruzione Superiore "G. Perlasca"

Il campus della Valle Sabbia

Home

Saluto al Dirigente in occasione del pensionamento

Saluto degli studenti sede di Idro al Preside

Carissimo Preside,
abbiamo saputo che questi sono gli ultimi giorni di scuola che lei trascorrerà al Perlasca perché tra poco andrà in pensione.
Noi non sapevamo come e cosa fare per ringraziarla e salutarla, così abbiamo scelto questa urlante e rumorosa modalità.

In questi anni noi studenti l’abbiamo sentita vicino, nonostante la sua apparente severità Lei ha sempre cercato di capirci. Le sue prediche e i suoi interventi nei confronti di alcuni hanno sempre avuto il sapore di paterni rimproveri, mai di carichi di rancore o di ripicca.

Forse Lei avrebbe voglia di dimenticarsi di noi e dei tanti problemi che le abbiamo causato, ma per impedire che questo accada noi abbiamo deciso di regalarle qualcosa che possa durare nel tempo e crescere, quasi parallelamente a noi.

Abbiamo così deciso di regalarle due alberi da frutto, naturalmente, che Lei pianterà nel suo giardino. Un melo e un pero.
Ogni volta che se ne dovrà prendere cura il melo, albero della provocazione, le ricorderà quanto siamo stati- come adolescenti- irriverenti e ribelli alle regole, mentre il pero, simbolo di umanità, le ricorderà quanto bene noi sappiamo fare agli altri con il nostro spontaneo altruismo e la nostra energia positiva.
E per finire, una “macedonia” di fiori colorati da giardino per ricordarle che la vita è bella, e da pensionati ancora di più.
Grazie ancora Preside, di tutta la pazienza dimostrata.

Gli studenti di Idro


Ed eccoci dunque al giro di boa, caro Preside.
Poche settimane ancora e poi lei chiuderà dietro di sè, seppur con malinconica consapevolezza, questa porta per ritornare a riassaporare la quieta serenità del vivere quotidiano, lontano dai problemi (ultimamente davvero troppo ingombranti) che la gestione di una scuola comporta.
Quando 8 anni fa lei accettò l’incarico di dirigere il Perlasca, lo sapeva bene che avrebbe dovuto assumersi grandi responsabilità, non solo professionali, ma anche etiche, visto che si trattava di prendersi cura di una realtà di periferia, già divenuta Scuola di Valle, ma ancora in lievitazione. Eppure senza esitare troppo (noi di questo le siamo grati) Lei raccolse generosamente il testimone presentatole dal preside uscente Prof. Bonomi, che affidò la sua “creatura” ad un uomo concreto, onesto e leale come lei, certo che l’avrebbe accudita con attenzione.

Lei si trovò quindi a camminare su un troncone di strada già tracciato da altri, ma fin da subito si è mosso in questa realtà senza alcun pregiudizio né saccenteria, ispirato più dal buon senso che dallo spirito di ambizione, dimostrandosi fedele ai principi ispiratori della Scuola di Valle, ma al tempo stesso apportando modifiche. Intuendo che il mondo, che corre accanto alla scuola, stava imboccando la strada della tecnologia informatizzata lei ha intrapreso la sua battaglia di svecchiamento e in men che non si dica siamo passati dal cartaceo al dematerializzato, dal registro blu a quello online, dal tabellone quadrettato e scritto a mano allo scrutinio in piattaforma, dal computer fisso all’aula 3.0.

Scuola viva, appunto. Per fortuna, grazie al lei, che ci è stato vicino, anzi, a volte ci ha addirittura sostituito, per molti di noi, io compresa, il “trapasso” dal vecchio al nuovo è avvenuto senza troppe “perdite”, se non quelle (a volte) della sua pazienza!

Nel frattempo il Perlasca è andato crescendo di numero e, proporzionalmente, anche di problemi: le aule non bastavano più, i laboratori necessitavano di nuove dotazioni, l’offerta formativa richiedeva scelte coraggiose e gli alunni sempre più ascolto, fermo e consapevole.
E se di consuntivo stiamo parlando, ebbene dobbiamo dire che, come Dirigente, in questa ultima parte della sua carriera, non si è lasciato proprio mancare nulla: dalla preoccupazione seria per le disavventure capitate ad alcuni nostri alunni, docenti e personale Ata alle gioie dei riconoscimenti ufficiali ottenuti da altri, in concorsi o in manifestazioni pubbliche; dalla incrinatura nella sua corazza “salute” alla fermezza dimostrata in situazioni difficili da gestire, tra ambulanze, forze dell’ordine e polizia postale.

Insomma, nonostante tutto è riuscito a mantenere la calma e a non perdere mai di vista il vero obiettivo: fare ed essere “una buona scuola, nonostante tutto”.
Non ricordo chi disse che partecipare alla vita scolastica è un “faticoso piacere”, ma di certo questo ossimoro la rappresenta in toto, Preside: otto anni di pendolarismo su e giù per la Valle, giornate piene di incontri, impegni di coordinamento di ambito, consigli straordinari e slide da preparare per un collegio non sempre attento. Beh, davvero un bel piacere.
Noi le siamo grati, anche per questo, e se qualche volta, nella nostra presunzione, l’abbiamo messa alle corde, ci perdoni.

Come gli studenti, anche noi docenti, in questi anni abbiamo imparato a capirla; sappiamo che possiamo contare su di Lei, perché dietro quella sua folta barba, che le nasconde il suo bel sorriso, abbiamo scoperto un’umanità e un’onestà oggi piuttosto rare. Questo, difficilmente, lo dimenticheremo. Ora, però, basta con le chiacchiere, sappiamo che lei non le ama troppo, quindi …

Ciò che vogliamo fare oggi è, non solo dirle GRAZIE, per il suo impegno quotidiano profuso per noi, ma anche augurarle salute, gioia ritrovata di marito, di padre e soprattutto di nonno, buone letture in cui naufragare, seduto accanto alla SUA siepe, e tanti viaggi alla scoperta di qualcosa di nuovo o al ripasso di qualcosa di già visto. Perché, per dirla come Josè Saramago, per tracciare nuovi cammini, bisogna ritornare spesso sui passi già dati e ripeterli, per scoprili ancora nuovi.
Insomma, adesso che avrà più tempo per se stesso, potrà riprendere quel viaggio da dove lo aveva interrotto e, magari, un giorno, ammirando un bel cielo o uno scorcio di montagna, si ritroverà (suo malgrado) a ripensare a noi.
Speriamo con la stessa gratitudine con cui noi oggi la salutiamo.

Grazie ancora Preside e buona pensione

prof.ssa Antonella Ali


Un grazie a nome di tutto il plesso di Vobarno al Dirigente Butturini per questi otto anni insieme. 


Al suo arrivo nell’anno scolastico 2011-2012 Vobarno contava 54 docenti e 438 studenti: oggi nello stesso plesso siamo 98 docenti e 715 studenti!

Un aumento decisamente considerevole che, se da un lato ha seguito l’onda lunga degli anni precedenti, dall’altro ha saputo comunque mantenere alto il livello dell’offerta formativa, in tempi non sempre facili in materia di istruzione e di calo demografico.

Mi piace pensare che il successo del nostro Istituto con Butturini sia legato principalmente alle positive relazioni che la maggior parte dei docenti, il personale e tutta la comunità scolastica ha saputo instaurare con le famiglie, le aziende, gli enti statali, mostrando sempre disponibilità all’ascolto, qualche volta magari anche oltre il dovuto. L’Istituto infatti non si è posto al di sopra di tutti e non si è chiuso in una torre d’avorio: pur essendo un poco scomodo dal punto di vista geografico si è aperto alla valle, alle associazioni, alle positive forze del volontariato per diventare il più possibile lievito e sale del nostro territorio.
Ringrazio Butturini per essere stato di esempio nell’ascoltare e dare spazio a tutti: ragazzi diversamente studiosi, genitori non sempre sensibili al dialogo educativo e docenti, per un certo verso, bizzarri.

Lo ringrazio per aver voluto bene alla scuola, senza trincerarsi dietro a rigide burocrazie.
In particolare quest’anno quando qualche problema di salute gli avrebbe consentito di starsene anche un poco in disparte.

Credo che il suo dire di si a tutti, che francamente qualche volta ho fatto fatica a condividere, nasca dalla volontà che le persone, aiutate e sostenute, possano solo migliorare.

E in questo gli siamo tutti debitori: nell’augurargli una pensione serena e gratificante spero che la fiducia seminata in questi anni porti buoni frutti a lui, al Perlasca, alla Valle e a tutti noi.

prof. Franco Cocca